Donne e sviluppo sostenibile
La batosta finanziaria che in questi ultimi due anni ha piegato le economie globali
ha lasciato sul terreno vittime e carnefici. Dopo aver metabolizzato la botta ora si
guarda al futuro con occhi nuovi che sappiano tenere conto delle fragilita' di un sistema
che si riteneva quasi invulnerabile. Un grande economista come Schumpeter avrebbe commentato
che l'essenza del capitalismo e' il meccanismo di "distruzione creatrice". La distruzione
c'e' stata ed e' fuor di dubbio: ha colpito un sistema che si e' sgretolato su se stesso e
sulle sue manchevolezze. Ora e' il tempo della creazione, lentamente gia' in atto,
i cui fautori devono essere proprio coloro che sono stati piu' schiaffeggiati dalla
stretta creditizia: gli imprenditori, gli uomini nuovi, coloro che realizzano
concretamente le innovazioni. Perche' davvero ci si muova in direzione del nuovo e' pero'
necessario un cambiamento nella cultura e un'evoluzione nel modo di pensare, di fare impresa.
Un ruolo da protagonista in questo potrebbero giocarlo le donne, non solo perche'
da sempre in grado di orientare i consumi (e quindi le scelte delle imprese) ma
soprattutto per la figura di educatrici che ricoprono nelle differenti societa'.
Per discutere del tema, il 28 Maggio a Tunisi si terra' il convegno
"Donne e Sviluppo Sostenibile", organizzato da Susanna Bina, imprenditrice e vicepresidente
del Club delle Donne, un'associazione che dal 1982 opera, senza fini di lucro,
con l'obiettivo di promuovere studi, seminari e iniziative culturali sui temi di
interesse sociali, economico, territoriale con riferimento alla condizione femminile.
Obiettivo del convegno e' far nascere, partendo dal ruolo delle donne nella societa' civile,
un confronto e un dibattito per una nuova politica di sviluppo della competitivita' in
chiave sostenibile.
Una delle organizzatrici del seminario e' Susanna Bina, imprenditrice e vicepresidente del Club delle Donne, un'associazione che dal 1982 opera, senza fini di lucro, con l'obiettivo di promuovere studi, seminari e iniziative culturali sui temi di interesse sociali, economico, territoriale con riferimento alla condizione femminile. A lei abbiamo chiesto di farci il punto sulla situazione attuale.
- 1) Susanna Bina, la crisi che ha investito le economie globali impone un ripensamento strutturale dei modelli economici cui ci siamo fino ad oggi ispirati. Innovazione, attenzione all'ambiente e allo sviluppo sostenibile sono diventati gli imperativi categorici di una sana competitivita' tra imprese. Basteranno a risollevarci dalla congiuntura negativa?
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Sono convinta che sia necessaria una maggiore attenzione alle risorse. E' nelle persone che si deve identificare il motore in grado di trainare le imprese fuori dalla crisi. Sono proprio le risorse umane le prime a dover comprendere cosa vuole dire la via di uno sviluppo sostenibile. Produrre ma con una nuova visione: guardare tutti gli stakholders coinvolti nel sistema del ciclo di vita dell'impresa, guardare alle risorse naturali con una primaria attenzione, e quindi non solo alla bottom line ma al ritorno nel tempo degli investimenti.
Ambiente e risorse umane: e' questa la nuova formula per uno sviluppo che duri nel tempo. Penso alla traduzione di "sostenibilita'" nella lingua francese. Dicono durabilita'. Cosa c'e' di piu' vero! - 2) L'espressione "Green economy" e' stata il cavallo di battaglia durante la campagna elettorale del presidente americano Obama. La sua amministrazione e i Paesi del Vecchio Continente stanno adottando politiche in questa direzione. In Italia lei e' Amministratore Delegato de Il Borgo della Conoscenza, un centro che ha fatto della sostenibilita' l'asset centrale della propria offerta. Esistono realta' simili nei Paesi emergenti? Sono maturi i tempi per un reale cambiamento anche in queste zone?
- Il Borgo della Conoscenza si occupa di analizzare i grandi cambiamenti che coinvolgono persone ed organizzazioni: dal 2007 abbiamo visto "avvicinarsi" questi temi riferiti prima all'ambiente e poi anche all'economia. Noi abbiamo "solo" -anche se in questo questo sta la nostra forza a mio avviso - aggiunto la variabile delle risorse umane. La proposta innovativa del Borgo e' quella di aver avviato un modello di managerialita' sostenibile che oggi stiamo anche proponendo in Tunisia attraverso l'Atelier de la Sagesse, un'associazione nata per le aziende che riunisce dirigenti, manager, imprenditori che agiscono nell'area euro-mediterranea, con l'obiettivo di promuovere i valori, le buone pratiche e i principi di saggezza nella gestione del lavoro.
- 3) L'Italia ha numerosi scambi commerciali con il bacino del Mediterraneo, penso in particolare alla sponda sud. Per una "rivoluzione verde" globale sarebbe importante che anche in queste aree si sviluppasse una consapevolezza verso la sostenibilita'. Qual e' la situazione attualmente? Ci sono progetti in atto per una cooperazione in questa direzione?
- La sensibilita' del Mediterraneo rispetto a questi temi temi e' indiscutibile: soprattutto nei Paesi dove c'e' sviluppo e di conseguenza anche competitivita' si cerca di adottare i criteri di uno sviluppo durevole. La Tunisia, che guarda al traguardo del libero scambio, si sta impegnando per far adottare alle piccole e medie imprese i criteri dell'ISO14000 con finanziamenti governativi.
- Inoltre io credo che dai consumi, o meglio da una educazione verso i consumi che si sviluppi tutta la catena del valore della sostenibilita': infatti i consumi " richiamano" prodotti innovativi e questo attira nuovi investimenti, nuova economia ed ancora di piu' nuove professioni. Le donne nello sviluppo sostenibile possono giocare un ruolo determinante per il conseguente sviluppo d'impresa con annessa la creazione di nuove professioni "green".
- Tale spostamento di paradigma consente di portare nuove creativita' e nuove competitivita' fondamentali per il superamento della crisi economica attuale.
- 4) Affinche' si radicalizzi una cultura eco sostenibile non bastano tuttavia le politiche attuate dai Governi e le leggi ma e' necessario raggiungere prima di tutto i consumatori, gli utenti finali che grazie alle loro scelte sono i primi a poter influenzare la filiera produttiva. Che strumenti si possono utilizzare per concretizzare un cambiamento nella coscienza collettiva? Esiste un target specifico cui rivolgersi?
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Educare, educare ed educare. Sottolineo: e' importante sensibilizzare con muovi modelli di apprendimento: ad esempio intervenire direttamente sui bambini. Ci ricordiamo l'uso delle cinture nelle macchine? Inizialmente e' stato difficile abituarsi all'utilizzo ma oggi i giovani le adottano con naturalezza. Ecco credo che questo sia il lavoro da svolgere per quanto riguarda la societa' civile. Parallelamente per le imprese occorre inserire questi nuovi comportamenti nelle performance dei manager. Nelle pubbliche amministrazioni il problema e' piu' percepito: quantomeno ci sono i finanziamenti europei che inducono a importanti progetti proprio sull'innovazione e sui comportamenti sostenibili. Ma io continuo a pensare ai giovani e all'esempio nelle scuole: poche cose insomma ma essenziali.
Chi e' Susanna Bina
Susanna Bina e' una imprenditrice che ha fatto della sostenibilità l’asset centrale della propria offerta, convinti della relazione tra adozione di politiche di sostenibilità e miglioramento delle loro performance.
Ci rivogliamo alle PERSONE e sulle ORGANIZZAZIONI lavorando su INNOVAZIONE ed ECO-EFFICIENZA- Supportiamo i manager che affrontano le sfide del mercato
- Promuoviamo il cambiamento, favorendo l’orientamento all’innovazione
- Promuoviamo l’eco efficienza per garantire l’impiego durevole delle risorse
- Aiutiamo le organizzazioni a garantirsi una sviluppo duraturo per le persone, la società e il mercato
Susanna Bina ha 7 anni nella Formazione per lo Sviluppo del Capitale Umano e la cultura d’impresa;
10 anni nella Consulenza per lo Sviluppo Sostenibile e per il recupero delle Risorse naturali;I numeri fatti con i nostri clienti
- 7.000 giornate di formazione/anno
- 40 aule contemporanee/giorno
- 45.000 persone formate/anno
- 8.000 persone in Change Management
- 5.000 persone su Knowledge Management
- 15.000 persone in Processi, Organizzazione e sviluppo individuale
- 3.000 persone su modelli di CSR 250 progetti realizzati nel settore ambiente e territorio